Cappellini una casa a Palermo

David e Pulvirenti – Palermo 2004

Cappellini una casa a Palermo”, è un esperimento sull’abitare contemporaneo. Un progetto che interroga un sentimento che forse tendiamo a dimenticare: il sentimento dei luoghi, che si nutre di forme e design come di paesaggi e visioni” scriveva Joselita Ciaravino nel testo che presentava la mostra. “Un progetto che indaga con grazia la cultura locale in tempi di smodata globalità. Una Palermo vista attraverso la ricerca di Cappellini ed insieme attraverso lo sguardo di chi dialoga con la mediterraneità. Da qui la scelta di presentare le opere di Rossella Leone, artista che coniuga da tempo il rigore con una materia flessibile e docile come la carta. Vengono presentati inoltre le sculture luminose di Anna Citelli e le ceramiche di Giovanni D’Angelo, scelti in funzione… del territorio comune nel quale  si muovono, ciascuno secondo la propria direzione: design e ceramiche. Tre modi diversi di confrontarsi con la materia e le declinazioni della creatività, per una comune ricerca di quel che è passato memoria, rovina. (…) l’intento di presentare la memoria del sud come materia viva, parlante, espressiva. Il Sud non è solo folklore, immagine stantia, bensì invenzione elegante e funzionale, il Sud è tensione contemporanea, capacità di confrontarsi con un passato ancora pulsante in maniera creativa e non celebrativa. I pezzi della collezione Cappellini sono stati scelti perla loro storia e per ricreare nello spazio espositivo una sorta di autentico interno. E’ da segnalare come i materiali abbiano il potere di segnalare antiche tradizioni del luogo (…) come il caso della sinuosa S-chair di Tom Dixon, che coniuga l’eterea sottigliezza del disegno alla granulosità della corda; oppure ancora nel caso della Knotted chairt di Marcel Wanders, in cui la maglia di rete sa di pescatori, di orizzonti marini, della semplicità sapiente del lavoro manuale. Elementi chiave di una cultura tutta siciliana.”