(R)esistenze

(R)esistenze è una serie connotata da forme apparentemente libere e sprovviste di schemi, pregne di suggestioni, vapori e umori, iconografie e mitologie, dove le figure si aprono come nubi lattiginose e cirri che catturano le ispirazioni del momento, travalicando ogni ordine prospettico e dando vita a forme che rimandano a uno stratificato mondo visivo. Un’Arcadia spirituale, dove stucchi di altari barocchi, statue elleniche e icone cristiane sono frantumati in essenze. Se GeeGee e Facade sono ripetizioni e coacervi di vissuti visivi, (R)esistenze elabora una strategia di uscita dai rigidi formalismi, una soluzione che poggia sull’esigenza di dare continuità all’inespresso attraverso parvenze e simulacri aperti a suggestioni e forme liriche. (R)esistenze è un enunciato di libertà a fronte di tutto quel che è coatto, solido, immobile e deciso (deciso da sè e da altri). Le essenze di (R)esistenze applicano un rito grafico nella formulazione più classica del termine, dove sacro e mito non possono essere vincolati alle definizioni. Se il lavoro si fosse chiamato solo “esistenze”, sicuramente avrebbe espresso un falso ideale, dato per raggiunto (e quindi non più ideale, ma realizzato); quella piccola R all’inizio invece è un marchio profondo e inquieto che prende consapevolezza di porzioni di sè, e in questa esplorazione emotiva e formale forse riesce e concedersi proprio attimi di quiete, sbuffi di pura espressione.  A.K.